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Marzo 1991 (un mese prima dell’affondamento della Petroliera Haven) la nave Cargo EVDOKIA II affonda a meno di 6 miglia dalla costa di Chioggia.

Articolo del: "Il Gazzettino"

Articolo del: “Il Gazzettino”

Una collisione avvenuta nella nebbia con un cargo mercantile PHIILIPPOS (Honduras) porta ad un affondamento senza vittime, gli otto componenti dell’equipaggio vengono tratti in salvo dalla stessa PHIILIPPOS.
La prua della PHILIPPOS squarcio il lato di sinistra dell’ EVDOKIA II affondandola quasi immediatamente.

 

22125Era un cargo mercantile di oltre 1500 tonnellate varata nel 1969 in Olanda trasportava 2500 tonnellate di lamiere di ferro, salpata dal porto di Burgos, Mar Nero e diretta a Venezia, P.to Marghera. Batteva bandiera St Vincent & Grenadine.

Oltre 77 metri di lunghezza per 12 di larghezza, quasi 7 metri di altezza. Adagiata in un fondale marino di 25 metri di profondità è sprofondata di quasi 3 metri a causa del peso della struttura e del carico esercitati sul fondale fangoso. L’unica elica di propulsione è ancora visibile a 28m di profondità (visibilità permettendo).
Al momento dell’affondamento costituiva un reale pericolo per la navigazione in quanto alcune delle parti più alte delle sovrastrutture del scafo si ergevano fino a -3 metri dal livello del mare.

 

Il relitto:

Dopo un paio di anni dall’affondamento le autorità marittime ordinarono la bonifica dello scafo e oltre a rimuovere materiali in quinanti come olii o gasolio decisero di tagliare buona parte del ponte di comando, della copertura della stiva e delle cabine, rendendo meno pericolosa la navigazione e l’esplorazione dello scafo.

Ad oggi il punto più alto si trova a 17 metri e il punto più profondo 28.
Il “castello di poppa” che è stato rimosso è stato adagiato ad una cinquantina di metri dallo scafo, le coordinate non sono esatte e spesso è difficile visitarlo a causa della poca visibilità.

Anche se il fondale marino circostante arriva a 25 metri nei pressi dell’elica la profondità aumenta fino a 28 a causa della voragine creatasi nell’insabbiamento dello scafo.

Esplorare internamente il relitto risulta molto pericoloso a causa di sartiame, reti, cavi, sedimenti e l’invecchiamento naturale della struttura. Sono invece di facile esplorazione le strutture della tuga,  la sala di poppa(17/20 metri di profondità) e il ponte (25 metri di profondità).

Lo squarcio della collisione sul lato sinistro è ormai difficilmente distinguibile a causa della moltitudine di incrostazioni e organismi che popolano il relitto.
Il colore blu dello scafo non è quasi più visibile.

 

Evdokia_Piantina

Da un punto di vista biologico rappresenta un esplosione di vita e di colori. Fauna tipica dell’alto adriatico, pesce azzurro come se piovesse, numerosi scorfani e gronghi di notevole dimensione popolano tutto lo scafo.

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Madonnina sulla tuga

Sulla tuga è posizionata una statua raffigurante una madonnina a ricordo di una sfortunata immersione notturna, periodicamente viene recuperata, pulita e riadagiata da alcuni subacquei di Chioggia.
Sul fondo nella zona vicino alla poppa, in un punto che spesso non viene visitato per profondità e conseguente visibilità si trova una statua di Sant’Antonio.

 

Relitto EVDOKIA
nazionalità Saint Vincent e Grenadine
costruzione 1969
affondamento 7 Marzo 1991
causa Collisione causa nebbia
carico 2475 tonnellate di lamiere in ferro
profondità 17>28 m
lunghezza 77.30 m
larghezza 11.92 m
latitudine 45° 11' 09" N
longitudine 12° 27' 32" E

La nave gemella:

All’interno della laguna di Chioggia giace abbandonata una nave gemella all’Evdokia II.
Di proprietà di un armatore russo abbandonata dopo il crollo dell’impero sovietico, arrivata al porto di Chioggia, al momento di pagare le tasse e le spese portuali l’armatore non venne più rintracciato, oltre allo scafo venne abbandonato anche l’equipaggio che a causa della mancanza di permessi e visti non poteva neppure scendere dalla nave, vennero mantenuti per anni dal comune di Chioggia, dalla croce rosa e dalla solidarietà della popolazione.
L’equipaggio è stato ormai rimpatriato ma il mercantile giace abbandonato ad arrugginire in mezzo alla laguna, appoggiato su un fianco a poche miglia di distanza dalla sua gemella Evdokia II.

Fonti:
1, 2, 3
“Relitti e navi sommerse.” Pivetta, Spezzapan. edizioni Magenes 2012

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